Fashion Show

Milan Fashion Week – Spring Summer 2012 – final

Milano è sempre Milano e solo in
questa città va in scena il vero pret-a-porter per la donna. Il
bilancio finale di questa fashion week è davvero ottimo e i
risultati sono eccellenti. Nonostante i tempi di crisi economica,
sociale e aggiungerei anche etico-politica, che l’Italia sta
passando, i nostri stilisti sono riusciti a tirare fuori il meglio di
sè reinterpretando il proprio stile e mettendosi in gioco con
elementi innovativi e di ricerca. I trend principali sono
definitivamente il ritorno degli anni 20, le applicazioni e i ricami
d’oro, le fantasie floreali e le lavorazioni crochet e plissé.
Davvero un’ottima stagione!

Milan is always Milan, and only in this
city there’s the best ready to wear for women. The final judgment is
totally positive with so excellent results. Despite the economic,
social and ethic crisis that Italy is living in this period, all the
designers have done such different and brilliant collections, not
recurring to low profile creations. Every designer have used his own
personality mixing the classic main theme of the brand with such new
and risky ideas. The principal trends are definitely: roaring
twenties inspirations, golden embroidery and applications, floral
prints, crochet and pleating.
It will be a very good Spring Summer!


Peter Dundas per Pucci immagina
una donna anni 70, che indossa lunghe gonne zingaresche decorate con
le classiche stampe della maison nelle tinte del rosso e del rosa.
Dalle ampie scollature delle giacche nere a doppio petto strizzate in
vita, spuntano sensualissime lingerie di pizzo in contrasto con la
sacralità dei rosari attorcigliati al collo. Il pizzo trasparente e
la lavorazioni crochet creano dei nude look ammiccanti dove i ricami
floreali si arricchiscono di applicazioni di pietre e frange, mentre
si incrociano con immagini di devozione popolare come teschi e cuori.
Trend: gold, embroidery, gipsy, lace.



Il paesaggio notturno illuminato dalla
luna domina la passerella di Gabriele Colangelo che come con
le pennellate di un impressionista dipinge abiti dalla forma ad A nei
toni del blu. Per i pezzi bianchi invece sobrietà nel colore, ma non
nella forma, sono infatti origami gli abiti da cocktail con pieghe
frontali pensati come un libro da sfogliare o i completi da giorno le
cui camicie presentano un particolare scollo scultoreo a V.
Trend: impressionism inspiration,
sculptured volumes, A line.



IM Isola Marras propone le sue
inconfondibili stampe floreali su abiti dalla linea morbida e dalla
vestibilità over che campeggiano su pantaloni monocromo. Romantici i
colori, dal ciliegia al blu tipo uovo di pettirosso, ma anche molto
più decisi con contrasti classici come bianco e rosso fuoco per le
gonne a ruota a vita alta e i top a manica corta. Per le uscite
finali una particolare rilettura di completini bon ton con profili
bianchi a contrasto su motivi di microfantasie anni 70 e il collo
animato da fiori scultura e profili crochet.
Trend: floral, bon ton.


La sfilata di Marni si apre con
abiti dalla linea trapezoidale, forme nette e taglienti declinate nei
colori pastello, dal giallo al rosa passando per il bianco. Sobria ed
elegante, la donna Marni è una nostalgica degli anni 60 e sono
tantissimi i fiori nelle stampemulticolor nelle tonalità della terra
o del rosa fucsia. Le lunghezze sono generalmente sopra il ginocchio,
ma da ogni gonna, da ogni abito, da ogni tailleur, fa capolino una
sottoveste color cipria che copre le ginocchia. Sembra una lieve e
delicata censura, un po’ bon ton, ma è allo stesso tempo
concettualmente irruenta, perché spezza la linearità degli abiti e
ci fa capire la sua essenza di contemporaneità praticando una
rilettura alternativa del classico. Su gonne e volumi in pelle si
alternano fantasie geometriche, optical e righe come in una danza
grafica in cui spuntano anche dettagli polimaterici come reti e
applicazioni. Un mix and match di fantasie che sembrano dei trompe
l’oeil sugli abiti bianchi smanicati.
Trend: bon ton, graphic, 70’s,
sculptured volumes, A line.




Da Ferragamo fiori nelle tinte del
fucsia sbocciano su abiti da giorno pratici e raffinati, sotto
rigorosi completi da businesswoman in maxi principe di galles o
checked tartan. Le linee morbide e rilassate dei pantaloni alla turca
e delle gonne a tulipano ricordano le dive anni 40 del cinema
americano, ideali per una donna contemporanea, socialitè e
jet-setter. Per la sera abiti lunghi dagli spacchi vertiginosi si
illuminano grazie a tessuti lucenti nelle fantasie animalier e
giacche tempestate di applicazioni e paillette.
Trend: Hollywood 40’s inspirations,
floral prints, gold, animalier.



Marco De Vincenzo sembra giocare
con l’arte spaziando dal plasticismo degli anni 20 agli effetti
pop-optical. Abiti dalla linea essenziale si arricchiscono di stampe
raffinate e illusorie che simulano frange, e riccioli, con sfumature
decò, molto simili ai decori di Giò Ponti per Richard Ginori. Una
collezione innovativa e di ricerca per un talento indipendente che di
stagione in stagione di sta affermando sempre di più.
Trend: prints, 20’s inspiration.


La donna Blumarine è sempre
sbarazzina con gonne a ruota fino al ginocchio decorate con le
immancabili fantasie floreali, vero must per Anna Molinari. Colori
accesi e vivaci dal rosa all’arancione oltre che giallo e celeste a
contrasto. Tante le applicazioni di piume, frange e fiori. L’abito
più particolare è sicuramente quello con cappuccio indossato da
Bianca Balti, sembra appena tratto dallo styling di una foto di Gian
Paolo Barbieri.
Trend: floral, colorful, Gian Paolo
Barbieri pictures inspiration for the last white floral dress worn by
Bianca Balti.


Tomas Maier da Bottega Veneta
reinterpreta l’intreccio, segno distintivo della maison, negli abiti,
mixando e fondendo seta con pelle e pvc. Le lunghezze non superano
mai il ginocchio e gonne e abiti sono resi vaporosi e leggeri grazie
alle fitte plissettature interrotte in vita da cinture, nodi o
fiocchi. La palette è molto variegata e passa dalle nuance del rosa
misto al rosso e del blu oltremare con l’acquamarina.
Trend: material mix and match,
colorful, pleated.


Da Roberto Cavalli trionfa
l’oro. Se nella linea giovane Just Cavalli ci sono jeans super
slim laminati d’oro, nella collezione principale non mancano maxi
paillette e pietre preziose per ornare eleganti giacche da sera,
sotto le quali si nascondono gonne plissé e abiti lunghi di seta
impalpabile. E mentre l’animalier con stampa a leopardo sembra
dileguarsi tra una fantasia floreale e una cornice baroccheggiante,
nella linea giovane sono presenti stampati con piume di fagiano
abbianati a maxi gilet in suede nero con frange.
Trend: gold, embroidery, animalier with
feathers prints, floral.


Frankie Morello è scherzoso con
la sua linea pensata per giovani turiste che arrivate in Italia hanno
deciso di prendere il meglio di monumenti e stamparselo addosso.
Nascono così ironici abiti con il David di Michelangelo, la Torre di
Pisa, le gondole veneziane, e ovviamente non poteva sfuggire
l’occasione per copricapi bizzarri dall’allure monumentale.
Trends: Italian post card inspiration.




Dolce
e Gabbana
sembrano essersi fermati a fare la spesa in un
mercato rionale in cui hanno riscoperto odori, sapori, ma soprattutto
i colori della cucina mediterranea. Su giacche e gonne dalla linea
soft e vaporosa si materializzano pomodori, melanzane, peperoni,
zucchine e cipolle con colori caldi tipici dei mercati ortofrutticoli
italiani. Una filosofia ironica e giocosa quella scelta dal duo
siciliano che reinterpreta la sartorialità di un tempo in una
selezione di abiti neri, smorzati e ravvivati da miniabiti da sera
con frange e applicazioni preziose multicolore.
Trend: applications, embroidery,
vegetable prints.


Anche Moschino per la linea giovane
Cheap and Chic ha ambientato la sfilata in una sorta di
mercato da cui pure Anna dello Russo e Bryanboy non hanno resistito a
prendere fiori e ortaggi, mentre altri blogger hanno fatto scorte
addirittura rifornendo il frigorifero. Questo spirito ironico lo si
ritrova facilmente anche nella collezione: gli abiti sono decorati
con fiori, ortaggi e frutti stilizzati. Un concept non molto nuovo
per la casa, ma di sicuro impatto. Le lunghezze sono mini se non
micro, ma per la sera il lungo è di rigore, anche se trasparente e
arricchito di fiori come fosse pensato per una Flora botticelliana.
Per la linea principale, Moschino, va in scena la Spagna, ma
niente rosso, solo Oro! Si celebra il trionfo di un toreador con
applicazioni preziose che si stagliano su boleri e micro abiti ornati
con motivi floreali dal disegno elaborato. Per le ballerine, gonne a
ruota di un giallo brillante ornate di pizzo sull’orlo e sovrastate
da un ponco nero dalle frange lunghissime d’ispirazione Isadora
Duncan.
Trends: fruit and floral prints for
Cheap and Chic; Gold, embroidery, Spanish and toreador inspiration
for Moschino.



Per la linea Emporio Armani
esistono due colori: il bianco e il nero. Si alternano, si mischiano,
si comandano a vicenda, si bilanciano. Sono essenziali e minimal
ideali per questa mini collezione di giacche doppiopetto senza revers
e di abiti da cocktail nude look. C’è una forte ispirazione anni 20,
ma riletta e filtrata sia attraverso gli eccessi formali degli 80
(vedi le spalline delle giacche) che la linearità minimalista
contemporanea.
Trend: black and white, minimalism.


La collezione Giorgio Armani che
ha chiuso la settimana della moda milanese (almeno quella dei big) è
un vero paradiso per i sensi. La seta sembra illuminata dalla luce
della luna: i riflessi di giacche e top di sbieco creano un delicato,
ma allo stesso tempo forte contrasto con le gonne floreali. Le
tonalità sono quelle della natura: alcuni cenni di marrone, molto
grigioperla e infine le sfumature dal melma al blu arricchite da
pennellate dorate e ametista. Le giacche, dalla linea stretta in vita
e svasata nella parte terminale, sono lunghe fino al sedere se non
addirittura a mezza coscia. Per il giorno, sotto giacche e top,
appaiono pantaloni strettissimi 7/8 con spacchetti laterali, un vero
ponte tra oriente e occidente, da un parte i tagli rigidi dei costumi
tradizionali cinesi, dall’altra il brio e la praticità dei capri
pants. Per la sera la leggerezza dei drappeggi e le pieghe plissé
prevalgono sulla durezza e la plasticità dei volumi scultorei. Nel
finale, la luna si riflette sul mare e tre modelle in bianco,
abbracciate come le grazie Canoviane fluttuano nella notte blu
Armani.
Trend: blue, moonlight inspiration,
sculptured volumes, reflections on silk.



Take a look at the New YorkLondon and Paris trend report

Italian architect into fashion. Art curator in love with books, flea markets and interior design.

8 Comments on “Milan Fashion Week – Spring Summer 2012 – final

  1. hai fatto uno splendido reportage , che guarderò con calma , quando l’orgia delle sfilate sarà passata.

    In questo momento mi sembra tutto troppo : troppe informazioni, troppe fotografie , troppe blogger che cinguettano, ….troppo di tutto , almeno per me !

    Buona giornata
    ave

  2. La domanda è…come si sceglie chi è stato il migliore??
    Ottima fashion week. E’ scontato ma è proprio il caso di dire “tutto bello”, “tutto buono”.

    Cool post come al solito.

  3. Grazie a tutti dei commenti!

    @ Ave: fa con calma e goditi le sfilate appena tutto il trambusto sarà finito! ;)))

    @Giuseppe: ma comeeee? Prada l’ho trattata nel post precedente ! ahahah Per la spesa da Moschino ti ho pensato subito!!!

    @Cristina L: io ho già stilato la mia classifica personale! Ed è stato davvero difficile, ma non ho dubbi al primo posto decisamente Gucci! Oro, art decò, linearità. Bellissima collezione, penso decisamente una delle migliori disegnate dalla Giannini. 😉

  4. Eh già decretare un vincitore è davvero difficile…vuol dire che a questo giro Milano si è presa la sua rivincita sulle altre capitali… personalmente ho apprezzato DolceGabbana, Marni e Albino su tutti.
    Bye LB

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