Dior and I - CIM Productions
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Dior and I – Il documentario sul vero Raf Simons

Dopo il successo ottenuto nel 2008 dal film “The Last Emperor” con cui Matt Tyrnauer ha celebrato il ritiro dalle passerelle di Valentino Garavani, il documentario di moda è diventato un genere cinematografico di grande tendenza che ha permesso di spalancare le porte degli atelier anche ai non addetti ai lavori, rivelando i segreti più intimi della professione dello stilista. Alla lunga lista di “personaggi documentati” di cui fanno parte Karl Lagerfeld, Yohji Yamamoto, Yves Saint Laurent, Donatella Versace e Frida Giannini, oggi si aggiunge Raf Simons con il film “Dior and I” di Frédéric Tcheng, che ho avuto il piacere di vedere in occasione dell’anteprima italiana alla 55esima edizione del Festival dei Popoli a Firenze.

Dior and I - CIM Productions
Dior and I – CIM Productions

Il documentario inizia con un immediato confronto tra Christian Dior e Raf Simons: i filmati d’archivio che annunciano l’arrivo sulla scena parigina del nuovo stilista padre del New Look, si intrecciano con la realtà di oggi, o meglio del 2012, all’arrivo in atelier di un direttore creativo schivo, riconosciuto dalla stampa come un “minimalista” e che in sole 8 settimane deve realizzare la sua prima collezione in assoluto di haute couture. La sfida è davvero ardua e per tutto il film si percepisce l’inarrestabile scorrere del tempo accompagnato da un senso di “angoscia da prestazione” abilmente catturata dal regista negli sguardi tra Simons e i suoi collaboratori.

Dior and I - CIM Productions
Dior and I – CIM Productions

Le piccole incomprensioni iniziali tra la direzione artistica ed i ritmi dell’atelier, si trasformano in lezioni di vita su come la haute couture sia diversa dal prêt-à-porter. Ogni singola cosa è realizzata a mano con lunghi processi di lavorazione e se una cliente americana che fa ordini da 350000€ annui richiede delle modifiche, la capo sarta (première) è costretta a partire sul primo volo disponibile per gli USA, anche a costo di saltare la prima prova della nuova collezione facendo letteralmente imbestialire il direttore creativo, ma nella couture vige una legge fondamentale: la cliente ha priorità su tutto.

Dior and I - CIM Productions
Dior and I – CIM Productions

A Raf Simons si affianca Pieter Mulier storico braccio destro che come un mediatore riesce a comunicare con le vere protagoniste dell’atelier: Monique Bailly, première dell’atelier tailleur (capo sarta per i completi) e Florence Chehet, première dell’atelier flou (capo sarta per gli abiti). Persone semplici e umili, ma di una professionalità senza pari che capeggiano uno staff internazionale composto da sarte esperte, alcune delle quali plasmano ogni singolo dettaglio delle collezioni Dior da ben 40 anni (ovvero l’età di Simons).

Dior and I - CIM Productions
Dior and I – CIM Productions
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Dior and I – CIM Productions

Nonostante i divertenti aneddoti e retroscena della vita alla maison Dior, l’aspetto più affascinate che emerge dal documentario è scoprire in dettaglio come sia avvenuto il processo creativo di questa prima collezione couture. Tutto nasce dall’archivio, osservando sulle modelle i primi capi in assoluto realizzati da Christian Dior, cercando di capirne le forme, le proporzioni, le strutture, il linguaggio, i colori e allo stesso tempo come poter inserire una nuova visione e funzione. Un’operazione difficile, dato che è lo stesso Simons a riconoscere la forte contemporaneità di molti abiti, ma tra una prova e l’altra ecco che un abito senza spalline con motivo a cerchi pseudo-optical tempestato di applicazioni scintillanti, si trasforma in un top con colori neon da abbinare ad un pantalone nero. E’ proprio questo il tocco contemporaneo ed inatteso alla Raf Simons.

Dior and I - CIM Productions
Dior and I – CIM Productions
Dior and I - Raf Simons first couture collection - Couture Fall 2012
Dior and I – Comparison between the original vintage dress by Christian Dior and the contemporary twist given by Raf Simons for his first couture collection – Couture Fall 2012
Dior and I - Raf Simons first couture collection - Couture Fall 2012 - long dresses become tops on pants
Dior and I – Raf Simons first couture collection – Couture Fall 2012 – long dresses become tops on pants

Il momento che però rivela a pieno la grande sensibilità artistica di Simons è quando dopo i suoi quotidiani giri tra le mostre di Parigi, decide di proporre sugli abiti da sera una serie delle opere a spray dell’artista contemporaneo americano Sterling Ruby costringendo il team delle stampe a riscoprire una vecchia e costosissima tecnica chiamata imprimé chaîne, in cui ogni singolo filo della trama è stampato prima di essere intessuto. Nonostante l’idea provenga da un campione dell’archivio con pattern floreale, questo desiderio impossibile scatena il panico nell’atelier, ma la nuova direzione della haute couture by Simons è fatta proprio di ricerca e sperimentazione e come dice lui stesso al team “fino a che la modella non sale in passerella ogni cosa è possibile!”.

Dior and I - Raf Simons first couture collection - Couture Fall 2012 - Sterling Ruby inspiration
Dior and I – Raf Simons first couture collection – Couture Fall 2012 – Sterling Ruby inspiration
Dior and I - Raf Simons first couture collection - Couture Fall 2012 - Sterling Ruby inspiration
Dior and I – Raf Simons first couture collection – Couture Fall 2012 – Sterling Ruby inspiration
Dior and I - Raf Simons first couture collection - Couture Fall 2012 - Sterling Ruby inspiration
Dior and I – Raf Simons first couture collection – Couture Fall 2012 – Sterling Ruby inspiration

Usando l’espediente del dialogo/confronto tra il fondatore e il nuovo direttore creativo, il regista Frédéric Tcheng riesce ad andare oltre il semplice documentario, mostrando al mondo intero un’immagine di Simons molto diversa da ciò che ha sempre riportato la stampa. Emerge la figura di un artista sperimentale totalmente dedito al lavoro, ma alla cui professionalità si contrappone una grande sensibilità e vulnerabilità rivelata dal terrore di apparire davanti agli obiettivi delle telecamere e dal rifiuto categorico di uscire per i ringraziamenti a fine sfilata. Per fortuna l’adrenalina e l’entusiasmo del momento avranno la meglio e oltre a percorrere l’intera passerella si concederà alle foto di rito con tutti i testimonial Dior, esultando di gioia come un bambino quando potrà dire ai fotografi che la coppia di eleganti sconosciuti che sta abbracciando davanti al photo-wall sono i suoi genitori.

Alessandro Masetti – The Fashion Commentator

3 thoughts on “Dior and I – Il documentario sul vero Raf Simons”

  1. Ho davvero trovato bellissimo questo docufilm, mi ha emozionata in più parti e vedere che anche i grandi hanno paura di buttarsi, sentono la tensione è stato molto interessante!
    E poi vedere come vengono realizzati i capolavori dell’Haute Couture per me nn ha prezzo!
    Lo consiglio davvero a tutti!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

  2. Grande Ale, un altro pezzo scritto benissimo (as usual). Questo documentario mi incuriosiva tantissimo, Simons è sicuramente, nel bene e nel male, uno dei personaggi più stimolanti nel mondo della moda al momento, e la couture… beh, la couture è la couture! Spero di riuscire a vederlo o procurarmelo in qualche modo.
    Matteo

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