Interview

Interview – Bruno Parise, il cultore dell’intrecciato veneto

Il Veneto è una delle regioni italiane che vanta tradizioni artigianali famose in tutto il mondo per la loro unicità e lo sa bene Bruno Parise, visionario imprenditore con un lungo passato nel ramo della maglieria, che sfruttando questa grande risorsa umana e territoriale ha lanciato negli ultimi due anni una linea di borse destinata a conquistare il mercato nazionale ed internazionale, Bruno Parise Italia.

 

Bruno Parise

 

Le parole chiave del brand Bruno Parise Italia sono poche, ma essenziali: tradizione, artigianalità, innovazione. Non si tratta infatti del solito spot gratuito ed inflazionato al Made in Italy, ma della reale valorizzazione della tradizione veneta attraverso l’antica tecnica dell’intreccio recuperando e modificando un telaio a pedale del Settecento per la tessitura degli arazzi.

Sottili fettucce di pelle si intrecciano con una tela di fili di cotone del medesimo colore creando una texture simile ad un morbido tessuto che Bruno Parise modella e declina in forme senza tempo andando incontro alle esigenze di tutte le donne e non solo.
Una scelta di stile consapevole, il cui punto di forza non sta in loghi e scritte evidenti, ma nelle rare e ricercate lavorazioni artigianali tradizionali che rendono unica ogni borsa Bruno Parise Italia.
 
In seguito alla presentazione della collezione e grazie al fondamentale aiuto di Alessandra Parise che si occupa della Comunicazione del brand, ho avuto l’onore di poter intervistare a distanza Bruno Parise indagando sul suo rapporto con il territorio, la sua tipologia di clientela e l’amore per l’artigianato. 
 
 
Borsa Alessandra (dettaglio intreccio) - Bruno Parise Italia
Enjoy the interview.
Buona lettura.
 
 

Dopo la sua lunga esperienza pregressa nel campo della maglieria e dell’imprenditoria cosa l’ha spinta ad approdare nel mondo degli accessori?

Una volta conclusa la mia esperienza nella maglieria (n.d.r. Bruno Parise ha aperto dagli anni ’80, cinquanta punti vendita monomarca nell’area del Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna) ho sentito la necessità di rimettermi in gioco. Subito ho capito le potenzialità legate alla possibilità di esportare le cose belle e le esperienze che abbiamo già in Italia, e che non sfruttiamo. La lavorazione che realizziamo, infatti, non è mai stata presa in considerazione perché tutti guardavano alle cose nuove e nessuno si soffermava sui grandi prodotti artigianali che hanno realizzato gli artisti veneti nei secoli. Con la mia innata voglia di guardare al mondo e al business in maniera del tutto visionaria, ho pensato dunque di promuovere l’artigianalità veneta riadattandola per il pubblico dei giorni nostri. Così, apportando alcune modifiche a dei telai che intessevano arazzi, ecco che abbiamo ottenuto un prodotto altamente qualificato ed al contempo innovativo.

 

Borsa Brad - Bruno Parise Italia
 

 

L’intreccio fa parte della tradizione veneta ed alcuni noti brand di pelletteria hanno brevettato i propri modelli e tecniche. Di che tipologia è quello che rende unico il marchio Bruno Parise Italia? Ha un nome in particolare? Quali sono le sue caratteristiche?
Si tratta di un telaio a mano, al quale abbiamo aggiunto alcune innovazioni tecnologiche disponibili attualmente che l’hanno reso decisamente più veloce, come del resto è necessario oggigiorno. Grazie ad esso si riesce a creare un intreccio di sottili strisce di pelle che consente di realizzare infinite combinazioni: con questa base è possibile tradurre in realtà idee che potevano solo essere immaginate. Inoltre possiamo vantare un’altra tipologia di intreccio realizzato totalmente a mano, esso si rifà ad una tecnica usata anticamente per creare cappelli con il “festugo”, ovvero con la membrana che copre le pannocchie; i nostri artigiani hanno così elevato grazie alla pelle una lavorazione povera e genuina.
 
 
Borsa Marisa - Bruno Parise Italia
 

Com’è nata l’idea di usare un telaio a pedale del Settecento, ma soprattutto come ne è entrato in possesso? Mi racconti la sua storia.

Qualche anno fa ho avuto modo di conoscere un’artista di Venezia che realizzava tappeti per il più bel negozio di Piazza San Marco e le ho subito chiesto se poteva dedicarmi un po’ del suo tempo per capire se fosse possibile rinnovare questa tecnica per adattarla a delle borse, un mercato nel quale mi stavo affacciando all’epoca. Per mesi abbiamo studiato insieme le tecniche possibili per creare dei prodotti che fossero adatti per questi tempi e che non fossero imitabili. Dal canto suo quest’artista aveva già esposto al MOMA di New York e in quel periodo stava cercando delle nuove idee da interpretare con la sua arte. Dall’unione dei nostri sforzi è derivato il prodotto che stiamo presentando nel mondo.
 
 
Borsa Marlon - Bruno Parise Italia
 

Made in Italy, garanzia di qualità e alta artigianalità. Quante ore di lavoro richiede la realizzazione di una borsa Bruno Parise Italia e quanti artigiani sono necessari?

Il processo è del tutto artigianale e richiede tempo, arte, tecnica, ma soprattutto dedizione. Sono necessari due giorni solo per stendere il telaio con l’ordito, e poi viene la fase di composizione della borsa stessa che dura almeno un giorno intero, in quanto si tratta di un’operazione effettuata totalmente a mano. Naturalmente, come sempre succede nella pelletteria, in una fase precedente si realizzano gli stampi e si utilizzano tutte le tecnologie moderne necessarie per impostare la borsa stessa. Per quanto riguarda gli accessori, solitamente facciamo realizzare un prototipo da un fabbro artigiano, che successivamente viene sviluppato in diverse unità da laboratori specializzati.
 
 
Borsa Monica - Bruno Parise Italia
 

Quanto è importante il rapporto con il territorio, le sue risorse, le sue aziende, le sue persone?

Ti ringrazio per la domanda, perché mi concede di fare una digressione sulle potenzialità e le capacità del Veneto. Credo che mai avrei potuto avvicinarmi al mercato delle borse e creare le soluzioni straordinarie di cui sono in possesso senza esser prima entrato in contatto con la bravura di questo segmento di territorio in cui convivono più e più tipologie di artigiani. In Veneto possiamo vantare l’eccellenza nell’oro, nella pelle, nelle piastrelle, solo per citarne alcune; e per noi sono tutti spunti per creare nuovi modelli, infinite possibilità di collaborazione.

 

Borsa Virna - Bruno Parise Italia
 

 Scorrendo i nomi delle borse Bruno Parise salta all’occhio una grande passione per il cinema italiano ed internazionale. A chi o cosa si ispira quando progetta le sue creazioni, ma soprattutto a che tipo di clientela sono dedicate?

Mi fa piacere che abbia notato questa peculiarità; il cinema del passato è un nostro punto di riferimento per quanto riguarda l’eleganza che trascende tempo e spazio, nostra costante nelle diverse linee che abbiamo creato.
La donna a cui mi rivolgo vuole distinguersi pur mantenendo una spiccata attenzione alla qualità e al design del prodotto che acquista, senza sudditanza verso la moda, anzi anticipando spesso le tendenze della stagione che verrà. Vogliamo pensare che disdegni la banalità del marchio quando si esprime in prodotti di massa e non di nicchia.
 
 
Borsa Alain - Bruno Parise Italia
 

 

L’attenzione alle esigenze del mercato orientale l’ha portata a creare borse unisex ed è un dato di fatto che ultimamente questo tipo di accessorio sia sdoganato anche nell’abbigliamento maschile vista la necessità di portare ovunque tablet o computer leggerissimi di ultima generazione. Crede che in futuro potrebbe sviluppare anche una linea esclusivamente per l’uomo?

Ammetto che sarò sempre legato alla donna e alla sua sensibilità, alla sua eleganza. Sicuramente tuttavia sarebbe sciocco non accorgersi delle potenzialità di un mercato prettamente maschile, che può andare dalle tracolle ai porta tablet. Ci stiamo pensando, come stiamo ragionando di espandere il nostro prodotto al di fuori della cerchia dell’accessorio inteso in senso stretto.
 
 
Borsa Alessandra - Bruno Parise Italia
 

 

I valori in cui si rispecchia il brand Bruno Parise Italia.
Credo sia possibile riassumerli in quattro parole: artigianalità, originalità, qualità, senza tempo.
 
 
Borsa Gloria - Bruno Parise Italia
 
 
 
La maggiore soddisfazione ottenuta dal lancio del suo brand ad oggi.
Per fortuna ne abbiamo avute molte e in poco tempo, cosa non facile in questo momento storico. Credo che al primo posto metterei la soddisfazione di vedere i miei capi nelle più prestigiose boutique non solo Italiane ma anche Russe e Giapponesi. Subito dopo però metto la telefonata di Elle Italia che ci chiedeva di poter scrivere di noi!
 
 
Borsa Alida - Bruno Parise Italia
 

 

Cosa si auspica per il futuro del brand Bruno Parise Italia?
In realtà mi auspico che il futuro continui sulla strada che ha intrapreso in questi seppur pochi anni di attività, ovvero che ci conceda quel riconoscimento internazionale che stiamo ottenendo a piccoli passi in Paesi come Giappone, Russia, Svizzera, Inghilterra. E sicuramente di sfondare negli USA, mercato nel quale non siamo ancora presenti.
 
 
Borsa  Tyna - Bruno Parise ItaliaBorsa Caroline - Bruno Parise Italia
Borsa Anna - Bruno Parise ItaliaBorsa Zena - Bruno Parise Italia
Borsa Terry - Bruno Parise ItaliaBorsa Mamie - Bruno Parise Italia
Borsa Holly - Bruno Parise Italia
 
Special thanks to Bruno Parise and Alessandra Parise
 
Alessandro Masetti – The Fashion Commentator

Italian architect into fashion. Art curator in love with books, flea markets and interior design.

9 Comments on “Interview – Bruno Parise, il cultore dell’intrecciato veneto

  1. Ciao Alessandro,

    questa selezione di belle borse e l’intervista , hanno confermato dei pensieri che da qualche tempo mi accompagnano: il ritorno .Il ritorno al bello , alle nostre tradizioni , alla nostra cultura , alla nostra artigianalità e buon gusto che nel tempo ci hanno contraddistinto…insomma al Made in Italy.
    Mi sembra che ci sia qualche segnale di abbandono e rifiuto : questo ciarpame di massa che ci ha inondati e ci è piaciuto , forse ci ha stufato. Che si ritorni finalmente a “fare le italiane?”

    Buona giornata

    ave
    (

    1. E secondo me era proprio l’ora che vi fosse questa inversione di tendenza, non se ne può più di stracci e copie. I consumatori hanno finalmente capito che quel tipo di merce resiste fino a tre lavaggi, perciò meglio tornare alla qualità vera e non quella spacciata per tale!
      Ben venga se poi questa qualità è accompagnata da idee che recuperano tradizioni nel nome dell’innovazione!

    1. Direi che una capatina ogni tanto non farebbe male, anche solo per scoprire questi marchi e personaggi che vanno avanti grazie alla propria capacità di guardare avanti sfruttando le esperienze del passato!!!

  2. Davvero interessante quest’intervista a Bruno Parise; ammetto che non lo conoscevo affatto.
    L’idea di adoperare un antico telaio per arazzi è molto affascinante; comunque, in Veneto forse ancor di più, ma in Italia in generale ci sono delle eccellenze artigianali incredibili. Bisognerebbe incentivarle per evitare il pressapochismo che purtroppo si fa strada ovunque.
    Virna e Alain sono bellissime.

  3. Mi sono letta e gustata tutta l’intervista. Ammetto la mia ignoranza nei confronti del signor Parise e della sua straordinaria azienda.
    Di ciò che ho letto, mi hanno colpito alcuni aspetti: a) che pur avendo alle spalle un’azienda solida, quest’uomo abbia deciso di rimettersi in gioco e rischiare, lanciandosi nella realizzazione degli accessori, in particolare borse, che hanno un altro tipo di mercato e target e, quindi, lasciavano il dubbio sul successo o meno del progetto. In Italia l’affiliazione e la fedeltà ad un prodotto possono avere vantaggi, ma anche svantaggi.
    B) mi piace che sia una persona versatile, che abbia chiesto l’aiuto di un artista per realizzare un prodotto di qualità, ma che strizzasse comunque l’occhio ai nuovi tempi; C) mi piace che sia così radicato alla sua terra e alle tradizioni di questa. In ultimo è stato bello leggere quanto tempo e cura serva per realizzare un’unica borsa. Siamo abituati ad un sistema che viaggia alla velocità della luce, dove le rifiniture sono un po’ dimenticate in virtù di una logica di produzione che deve mettere la quantità avanti alla qualità. Un’inversione che mi è piaciuta!
    Buon weekend caro 😉

    baci G.
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