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Gli stilisti e il cambio della guardia

Questa stagione è la più caotica della storia della moda, non parlo di stile, non parlo di accessori, nè di colori, ma di designer. E’ di questi giorni, infatti, la notizia di un nuovo addio: Cédric Charlier deve lasciare il suo ruolo di creative director di Cacharel. Il marchio è stato risollevato dal 2009 grazie allo spirito di questo designer schivo nei confronti della mondanità e molto attento al concept  di donna Cacharel, tipicamente elegante e francese, con colori freschi e linee rigorose. Ma adesso il PDG della maison rivela che le esigenze sono altre, c’è bisogno di un designer che sia responsabile di tutte e linee e che abbia una profonda esperienza nel marketing. Questo è solo l’ultimo (almeno finora) degli scossoni del fashion world. Tutto è iniziato con il Diorgate a pochi giorni dalla sfilata con la sospensione e il definitivo licenziamento di John Galliano per lo spiacevole episodio di antisemitismo che lo ha visto protagonista al cafè La Perle di Parigi. Occhi puntati sul possibile successore con tanto di totoscommesse e nominati tra cui il favorito Riccardo Tisci (Givenchy), Peter Dundas (Emilio Pucci) e addirittura le sorelle californiane di Rodarte. Nel frattempo altre collaborazioni si stavano sfaldando. 
Christophe Decarnin ha dovuto lasciare il suo posto da Balmain per via del troppo stress psicologico che gli comportava il gestire la preparazione delle collezioni. L’argentina Vanessa Seward ha lasciato il suo posto dopo esser approdata nel 2002 da Azzaro collaborando con il fondatore Louis Azzaro e succedendogli contribuendo al notevole rilancio della collezione haute couture con gli abiti da sera.

Clare Waight Keller, in attesa del terzo figlio, dopo aver reso l’azienda scozzese Pringle of Scotland uno dei brand di maglieria di lusso più importanti al mondo, ha deciso di abbandonare il suo ruolo, prontamente occupato da Alistair Carr, creativo che si è fatto notare anche ultimamente per le sue collezioni alle sfilate londinesi. Arrivando in casa Italia i cambiamenti sembrano diventati all’ordine del giorno, oltre alla chiusura della linea giovane D&G e all’acquisto di Bulgari da parte del colosso francese LVMH, il marchio Gianfranco Ferrè è stato venduto agli arabi di Paris Group che sembrano proprio non aver riconfermato come direttore creativo il duo Aquilano-Rimondi. Infine, il deus ex machina che ha salvato Trussardi con un rilancio totale della griffe portandola trionfalmente alla celebrazione del centesimo anniversario di attività, Milan Vukmirovic, lascia il suo posto per dedicarsi ad altri progetti e il suo successore verrà svelato a breve in occasione del Salone del Mobile per la presentazione della nuova collezione design.


This is the busiest season in the history of fashion. I’m not talking about style or colours, but about fashion designers. Today a new farewell: Cédric Charlier has to leave his role as creative director at Cacharel. The brand was revived in 2009 thanks to the spirit of this reserved designer, so attentive to the concept of Cacharel woman, typically elegant and French, with fresh colors and precise lines. But now the French house reveals that they need a responsible designer for all the lines, with an extensive experience in marketing. This is just the latest (at least so far) of the shocks of the fashion world. It all started with the Dior-gate a few days before the show: John Galliano suspended and dismessed for the anti-Semitism episode at the café La Perle in Paris. All the fashion system eyes are still looking for a possible successor including such important designers as the favorite Riccardo Tisci (Givenchy), Peter Dundas (Emilio Pucci) and even Rodarte team. Meanwhile, other collaborations were falling apart. Christophe Decarnin had to leave his position at Balmain because of the psychological stress dued to the preparation of the collections. The Argentine Vanessa Seward has left hers Azzaro creative director position, after she arrived in 2002 by collaborating with the founder Louis Azzaro, succeeding him and contributing to the remarkable revival of the haute couture collection. Clare Waight Keller (pregnant with her third child), after having made Pringle of Scotland one of the most important luxury knitwear brand in the world, has decided to abandon his role, readily taken up by Alistair Carr, recently noted for his collections during the London Fashion Week. In Italy, changes seem to have become the order of the day. In addition to the closing of the D&G line and the purchase of Bulgari by the French LVMH, the brand Gianfranco Ferre has been sold to the Arabian Paris Group, which does not seem to have reconfirmed Aquilano-Rimondi as creative directors. Finally, the deus-ex-machina who saved Trussardi with a total relaunch of the label, Milan Vukmirovic leaves his position. His successor will be unveiled shortly during the Design Week in Milan for the presentation of the new Trussardi design collection.

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