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Books – D.V. by Diana Vreeland

Everybody defines Diana Vreeland as “Legendary editor in chief of the American Vogue” even if they haven’t the slightest idea who they’re talking about. So, I’m asking you, what’s the meaning of the word “legendary”, conventionally used as a crossword clue?
The answer is more complicated than expected, but you can solve the riddle by reading her entertaining autobiography D.V. published in 1984.
 
Diana Vreeland photographed by Arnold Newman, 1974
Diana Vreeland photographed by Arnold Newman, 1974

Since the first pages of the book, the former fashion editor of Harper’s Bazaar (1936-1962) and former editor in chief of American Vogue (1962-1971) seems speaking to a lifelong friend in front of a cup of tea in her office at the Costume Institute Office in New York.
She’s frank, funny and hands out a lot of anecdotes on anything she can think of, just like the stream of consciousness of a James Joyce character.
The book is a sort of Stargate on past eras that everyone would like to live in, and as the Auntie Mame by Patrick Dennis, Vreeland is our master key to the high society between the early twentieth century and the 70s. Despite the intrigues, the secrets, the rules and the obligations of society, she’s free from every kind of prejudice and this makes her an unbeatable heroine to our eyes. Her stories are very funny and full of dreamy detailed descriptions, but be careful not to call them memories, Diana herself explains she isn’t a nostalgic old lady, but a person who always looks ahead.

Diana Vreeland in her Office at Vogue
Diana Vreeland in her Office at Vogue
Her world is made of coronation ceremonies, elephants, diamonds, maharajas, Schiaparelli clothes, deep red nail-polish, heavy make up inspired to the Japanese maikos, ballet lessons from Michel Fokine, Balenciaga fashion shows alongside Audrey Hepburn, film premieres in the company of Josephine Baker and her cheetah, ball at the White House as guest of Jacqueline Kennedy, late nights at the Studio 54 with Andy Warhol and chats with Coco Chanel.
Daring a comparison with the exciting experiences of this woman, it seems we all just survive, trying to cope with the problems of today’s society, and it’s almost a relief discovering that Diana has such a great imagination that many episodes and anecdotes have been totally invented or just “embellished” according to her taste.
Diana Vreeland editorial for Harper's Bazaar
Diana Vreeland editorial for Harper’s Bazaar
Maybe, after reading the book, you would describe Diana Vreeland as “Crazy” instead of “Legendary”; but have you ever heard about a creative person who doesn’t go beyond the boundaries? I don’t think so.
Diana Vreeland was imaginative, intuitive, instinctive, charismatic, confident, sometimes reckless, but only in the name of curiosity. If the combination of these features suffice for labelling a person as “crazy”, I would like to be considered crazy like her.
 
Diana Vreeland photographed by Richard Avedon, June 1977, Rolling Stone Magazine
Diana Vreeland photographed by Richard Avedon, June 1977, Rolling Stone Magazine
Alessandro Masetti – The Fashion Commentator
Photocredits: DianaVreeland.com

19 thoughts on “Books – D.V. by Diana Vreeland”

  1. Ale, che bello tornare a leggere i tuoi articoli! E che inizio alla grande con la “leggendaria” DV.
    Devo leggere assolutamente questa autobiografia. Nel corso degli anni ho almeno letto un po’ di articoli su di lei e visto il famoso film di cui parlavamo qualche mese fa. E che dire? Lei era una donna davvero incredibile, unica, geniale, con una forza, un gusto, una capacità di rompere gli schemi e una vita che tutti vorremmo avere. Una pazza a cui anche a me piacerebbe somigliare.
    Però ti confesso anche che a me ha sempre fatto un po’ paura, come buona parte di questi super personaggi del rutilante mondo della moda.
    Un bacio

    Alessia
    ElectroMode

    1. Ciao Ale! Grazie mille, diciamo che in questo periodo scrivere mi serve molto per “distrazione”, anche se è davvero dura andare avanti. Comunque venendo a D.V., te lo suggerisco vivamente perché riesci a capire la vera essenza di Diana: il suo mondo di immagini, le sue ispirazioni, capisci tutti gli editoriali che ha fatto, nonostante nel libro non vi sia nemmeno mezza immagine! Il suo modo di fare inoltre non fa paura, sembra un’amica di vecchia data, ecco perché devi assolutamente leggerlo! ^_^
      Un bacione
      Ale

  2. Ma siamo tipo telepatici?Ho ordinato questo libro circa un mese fa in libreria ma a causa delle chiusure delle case editrici sono ancora a mani vuote!Ho iniziato a smaniare per questo libro dopo aver letto il libro MODA di Sofia Gnoli un meraviglioso excursus da Worth a Colangelo(consigliatissimo)… ma quando sono andata in libreria e l’ho chiesto mi hanno guardata come se stessi bestemmiando e così tutte le altre volte che sono tornata a reclamare… stendiamo un velo pietoso,poi, sull’ultima volta quando mi hanno detto: “ah sì il libro sulla STILISTA adesso vedo se è in ordine” al che ho annuito e ringraziato senza battere ciglio.Mi consigli qualche altra lettura su personaggi importanti o sulla storia del costume che sia ben scritta(e non composta solo di immagini)? Io ho una difficoltà immensa a trovare letture sull’argomento,ultimamente.
    Come sempre un post ottimo e devo dire che ti sei superato quanto a stile scrittura in questo post!
    Baci
    RigillaMas

    1. Ciao Rigilla!
      Mi permetto subito di darti un consiglio, compra i libri direttamente on-line. Io ero diffidente, poi è diventata come una droga. C’è un libro vecchissimo introvabile e per di più scontato? nel giro di due click me lo portano a casa. Le mie librerie on-line di riferimento sono Amazon, ibs.it (di cui esiste anche una libreria “fisica” a Firenze) ed in ultima analisi per libri rarissimi o fuori commercio anche e-bay. Inoltre, gira spesso anche nelle librerie dell’usato e nelle bancarelle, si trovano dei veri e propri tesori inaspettatamente.
      Per le letture da consigliarti direi che un’altra autobiografia molto diverte ed avvincente è quella di Elsa Schiaparelli intitolata “Shocking Life”. Io al momento sono alle prese con quella di Paul Poiret “Vestendo la Belle Epoque”, ovviamente molto pomposa e magniloquente proprio come lui, però già dai primi capitoli si capiscono molte cose riguardanti il suo stile e la sua visione di moda. Sul comodino ne ho molte altre e sono tutte in attesa di essere scoperte. Spero di riuscire a fare un post per ogni libro che ho letto e che leggerò. 😉 Grazie per i complimenti, a prestissimo!
      Ale

    2. Mi sa che prenderò al volo il tuo consiglio dei libri online, ci avevo già pensato solo che spese di spedizione e co mi scoraggiavano… ma da come me ne parli tu siano la scelta giusta! grazi e mille per i consigli di lettura che di certo seguirò!
      A presto
      RigillaMas

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