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World AIDS Day 2012 in Fashion

December 1st is the WorldAIDS Day and the world of fashion contributes at the various fundraisers with several capsule collections. When it comes to charity, is not very politically correct to make distinctions between a brand or another, but this time you have to forgive me because there are two collections that really caught my attention, the “whispered” one by Maison Martin Margiela and the OVS Industry one.

Every year since 1994 Maison Martin Margiela makes the charity AIDS t-shirt, a limited edition printed T-shirt saying: “There is more action to be done to fight AIDS than to wear this t-shirt, but it’s a good start. “. Unfortunately the text is unreadable because part of it is printed inside and so you could easily ask me: Why make an unreadable ton-sur-ton writing instead of a fully colored slogan, visible from a long kilometric distance?

Maison Martin Margiela - AIDS-T_Shirt 2012 - Chinese
The answer is simple and ingenious. This kind of unreadable writing invites people to wonder what is written in the inner part of the shirt and this curiosity will inevitably give rise to a dialogue about HIV and AIDS between who wears the shirt and the curious observer I believe that in this little trick we can recognize the talent and the genius of Martin Margiela who has exploited one of the main characteristics of the human being, curiosity, making us think and discuss about social issues that affect the entire world population.
Since 2010, the brand has also decided to create an annual edition of t-shirts in different language. After Japanese in 2010 and French in 2011, this year has been chosen Chinese and for the occasion from November 28 until the end of December Hong Kong and Beijing will held an exhibition of photographic portraits of international celebrities wearing the charity t -shirts.

 

Maison Martin Margiela - AIDS-T_Shirt 2012 - Chinese - Rainy_Wang©Kwanam_Chu-NB
The second World Aids Day collection that I really appreciated is the OVS Industry one. The Italian low cost brand presented MAKE LOVE WITH, a tops and t-shirts capsule collection for the UNAIDS “Getting to Zero”campaign designed by 11 guys, representing the new generations of important families of the fashion industry: Lavinia Biagiotti, Rachel Cavalli, Louis Marie de Castelbajac, Maria Sole Ferragamo, Marta Ferri, Alessandra Gucci, Alice Lemoine, Talitha Puri Negri, Lola Toscani, Rocco Toscani and Francesca Versace.
This project is very important for the charity cause, but I think there is also a strong message behind the choice of these testimonials. We aren’t in front of recommended spoiled children, these are the generations who will take over the reins of the most important fashion brands or who already gave birth to their own brands.
The collection is full of models ranging from printed t-shirts (€ 19.99) to more sophisticated and elaborated tops/dresses(€ 29.99). Among my favorite ones (and that I suggest you) there are:
the baroque-style top with cape, designed by Francesca Versace;
the maxi T-shirt with red satin ribbon by Marta Ferri;
the top with woven sequins on the back designed by Lola Toscani;
the blouse with lace details by Maria Sole Ferragamo;
and finally the stones studded mini dress by Rachele Cavalli.
The advertising campaign in which the designers wear their own creations, was photographed by Rocco Toscani, son of the great “photo-provocateur” Oliviero Toscani. Rocco on the occasion of the World AIDS Day has also made a shocking awareness campaign for All international and NPS Italia Onlus, concerning the use of condoms in purely economic terms picking up the wide gap between the cost of a condom and the expenditure paid by the NHS for a person with HIV (11,734 euro).

 

Alessandro Masetti – The Fashion Commentator

13 thoughts on “World AIDS Day 2012 in Fashion”

  1. dell’Aids in Italia si parla davvero poco ormai, mi ricordo che una volta c’era molta più sensibilizzazione
    detto ciò la collezione di Margiela veicola meglio il messaggio come giustamente osservi, quella di Oviesse non mi convince
    Mi pare che il messaggio sia presente in una misura confusa e non comprensibile direttamente, senza nulla togliere alla responsabilità, l’esperienza, di chi eredita un nome e una maison importante oltre al richiamo che naturalmente esercita sul grande pubblico, secondo il mio parere sarebbe stato più utile per esempio lanciare un concorso per giovani fashion designer o creativi, invitandoli a riflettere sulla questione e a mettere in gioco le proprie potenzialità

    1. Purtroppo dell’AIDS in Italia non se ne parla proprio…ed è una vergogna. In Francia si è quasi bombardati, qua sembra una cosa da nascondere, quando in realtà è molto più diffusa di quanto si possa pensare! Non voglio entrare nel merito del grande deficit culturale apportato dalla presenza del Vaticano in questo paese, ma questo è una tematica che affligge e accomuna tutto il mondo, mi sembra davvero ridicolo non parlarne e nascondersi dietro una tiara di diamanti ed un pastorale. Per quanto riguarda il progetto OVS penso sia comunque un buon modo per raccogliere fondi anche se non vi sono slogan chiarissimi sulle t-shirt. Infatti ho precisato che la mia era puramente una disquisizione stilistica e unpolitically correct. 🙂
      Io sono il primo ad essere favorevole ad i nuovi talenti e devo dire che non mi è dispiaciuto che abbiano partecipato anche questi giovani “figli di” forse avrei dovuto evidenziare meglio i singoli progetti personali veramente validi…anzi mi hai dato una bella idea per i prossimi post!!! 😉

  2. eheheh mi fa piacere di averti dato un’idea 🙂 🙂 più che altro ho pensato che magari se avessero fatto un concorso (uno dei mezzi più efficaci), considerando anche il target più giovane di OVS avrebbero in un certo senso “costretto” più giovani possibili ad informarsi, creando poi un bel tam tam su un tema tanto importante, la collezione firmata da giovani eredi ha senso, però la vedo troppo “piatta” come cosa, credo faccia meno rumore, secondo me tanti non hanno nemmeno ben presente chi siano esattamente questi personaggi. La cosa importante per una campagna anti Aids è attirare le persone, sensibilizzarle, creare un dibattito, cosa che appunto manca totalmente, sai che se ci penso, per esempio, non mi ricordo una sola volta quando ero al liceo che ce ne abbiano parlato? assurdo!

    1. Paradossalmente a noi ne parlavano alle scuole medie, quando almeno “ai miei tempi” la maturità sessuale non era così precoce come oggi!
      Mentre al liceo (classico) non ne è uscita mai fuori mezza parola. Il sesso era un argomento tabù, tanto che anche i professori che ci hanno fatto fare gli autori greci dicevano…questo pezzo ve lo fate a casa. Tanto era imbarazzante dover parlare di una ninfa che si accoppiava con Zeus?!! Figuriamoci parlare d’AIDS! Ed è ridicolo perché in quell’età si è degli ibridi tra adulti e bambini ed è fondamentale la sensibilizzazione!!!
      Ridicolo davvero!
      Ma per quanto riguarda la campagna, te avresti scelto come testimonial anche dei personaggi tv oltre al progetto designer? Lo chiedo perché mi sto rendendo conto che le celebrities sono molto seguite e anche quando mi arrivano i comunicati stampa, spesso hanno a che fare di vip che indossano certi capi piuttosto che altri. Io non condivido molto questa strategia di marketing, ma si sta affermando sempre di più.

    2. è vero alle medie anch’io me lo ricordo!
      quanto alle celebrities non so, tu dici che si sta tornando a loro? Molti hanno criticato la presenza dei fashion blogger come testimonial, però ad essere sincera li preferisco alle celebrities, come dicevo prima, forse più si vedono facce nuove o “prese dalla strada” più la gente s’incuriosisce, beh poi dipende dal target, ma il rischio con il vip è che la gente si ricordi di lui e della sua faccia e non di quello che sta facendo, se metti non so, Lady Gaga a fare la testimonial secondo me uno ricorda “ah sì lady gaga testimonial per ….” si ricorda lei, la sua faccia, com’è vestita, ma il messaggio passa in secondo piano
      con una persona “comune” invece c’è una curiosità che tende ad andare più a fondo

    3. Io ti assicuro di avere la mail intasata di comunicati stampa con celebrities internazionali che indossano abiti o accessori di brand più o meno famosi. O ragazze venute dal nulla come Alexa Chung e Olivia Palermo, che oltre ad essere ricche e carine non hanno altre doti.
      E concordo con te al 100% su quello che hai scritto riguardo ai VIP, tranne che sulle blogger, sì sono spontanee e “terrene” però vengono innalzate su gradini e podi, che inevitabilmente le trasformano in modelli di riferimento, ma che a parer mio hanno ben poco da insegnare. Se sei bella/carina ce la puoi fare, se sei brutta no! E’ un messaggio sbagliato.

  3. Grazie per aver condiviso questo post con tutti noi!
    L’idea di avvicinare chi è sieropositivo e chi non lo è in una sorta di dialogo finalmente possibile mediante una maglietta con scritta semi illeggibile è veramente geniale!!
    Come sempre imparo qualcosa quando ti leggo!

    baci G.
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