When Fashion meets Art

Stream of Consciousness #1 – China vases

Da oggi inizia Stream of Consciousness,
una piccola rubrica del blog non soggetta a nessuna cadenza
periodica particolare, ma che dipenderà solo da libere associazioni
di pensiero scaturite nelle mie ricerche di immagini non riguardanti
esclusivamente il mondo della moda.
Come riportato su Wikipedia, Stream Of
Consciouness è “Il flusso di coscienza, una tecnica narrativa,
che consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una
persona così come compaiono nella mente, prima di essere
riorganizzati logicamente in frasi.”.
Attraverso la comparazione di foto e
immagini voglio costruire nuove connessioni tra pensieri e ricordi,
riorganizzandoli con una piccola didascalia che ne spieghi i
rapporti.

From now on starts Stream of
Consciousness, a small not-periodically-column of the blog that will
depend only on free association of thoughts during my images
researching work.
As reported on Wikipedia, Stream Of
Consciouness is a narrative technique, which consists in the free
representation of a person’s thoughts as they appear in mind, before
being re-organized in logical sentences.”.So, through the comparison of photos
and pictures, I want to build new unusual connections between
thoughts and memories, reorganizing them in a logical way, with a
small text that explains their relationship.


Per iniziare vi propongo due vestiti,
che hanno a che fare con l’arte della ceramica. Condividono lo stesso
concept di partenza, ma i risultati sono estremamente diversi.
Il primo è un abito da sera di Roberto
Cavalli FW 2005/2006, il secondo è un abito di Alexander McQueen
creato da Sarah Burton per la collezione FW 2011/2012.

Let’s start with two dresses,
concerning with the art of ceramics. They both share the same
concept, but the results are extremely different.
The first is an evening gown by Roberto
Cavalli for the FW 2005/2006 collection, the second is a dress
created by Sarah Burton for Alexander McQueen FW 2011/2012
collection.



L’abito Cavalli è dichiaratamente
ispirato ai vasi cinesi blu e bianchi diffusi durante la dinastia
imperiale Ming (1368 al 1644), e nei disegni con dragoni e fiori di
loto stilizzati, vi si riconosce la decorazione dei due vasi d’altare
noti come The David Vases conservati al British Museum di Londra.
Questa coppia è datata 1351 ed è l’esempio più antico di vasi in
porcellana realizzati con la tecnica di decorazione blu e bianca;
furono infatti realizzati addirittura durante la dinastia Yuan
(1279-1368) precedente quella Ming.

The Cavalli dress is admittedly
inspired by Chinese blue and white vases, so popular during the Ming
imperial dynasty (1368-1644). In the designs of the dragons and the
stylized lotus flowers, you can recognize the decoration of the two
altar vases known as “The David Vases”, from the British
Museum in London. They are dated 1351 and are the oldest example of
blue and white porcelain in the world. They were made during the Yuan
Dynasty (1279-1368) just before the Ming one.


L’abito di Alexander McQueen in realtà
non riprende nessun tipo di ceramica cinese, anzi guardando bene in
dettaglio, i disegni sembrano tratti dalle maioliche italiane
tardorinascimentali del centro Italia, note per le elaborate
decorazioni. I due abiti che hanno sfilato sono stati realizzati
secondo una complicatissima, ma affascinante tecnica che la designer
Sarah Burton ha spiegato: “Abbiamo dipinto a mano 10 piatti
differenti. Poi li abbiamo dissezionati come se si fossero rotti,
realizzando un modello e disegnandone l’immagine su un corpetto. Poi
abbiamo tagliato a mano tutti i pezzi in porcellana. Abbiamo
realizzato nuovamente a mano ogni singolo pezzo, numerandoli, per poi
ricostruire l’abito come un grande puzzle.”.

Actually, the Alexander McQueen gowns
don’t reproduce any kind of Chinese ceramics. If you look at the
details, the drawings seems to come from the late Italian Renaissance
age, as a majolica from the centre of Italy, well known for the
elaborate decorations. The two dresses were made according to a
complicated but fascinating technique that the designer Sarah Burton
explained in a video interview:
“We hand-painted 10 different plates.
Then we sort of dissected them as if it was broken, so we did a
pattern like it was broken. Then we engineered the image onto a
bodice. Then we handcut all the porcelain pieces out from the mould
we had. Then we made each of those pieces again individually and
numbered them. It was like a jigsaw puzzle.”.

19 thoughts on “Stream of Consciousness #1 – China vases”

  1. Ti ho già detto quanto amo il tuo modo di scrivere? E’ incredibile come tu riesca a catturare la mia attenzione (e probabilmente non te ne farai nulla). Sarà che non sei mai banale! 🙂

    Domenico.

    Domenico

  2. Bellissima questa rubrica!!! Certo che nell’atelier McQueen si lanciano sempre in cose pazzesche; li adoro!!! Sempre in tema di stream of consciousness, a me personalmente questa tecnica fa venire un po’ in mente anche i ritratti con i piatti rotti di Julian Schnabel.

  3. Ciao ragazzi, grazie del feedback positivo che mi state dando su questa rubrica. E’ una buona occasione per condividere un sacco di materiale accumulato negli anni di ricerca immagini.
    @ Giusy: tranquilla al massimo lascerei solo immagini! così ognuno è libero di interpretare come vuole! ;)))
    @Luigi: Architettura…anzi, Archi-tortura…e non vedo l’ora di finire! 😉
    @Cristina. io non avevo nemmeno notato subito quel tipo di frammentazione, da lontano credevo fossero solo applicazioni, poi zoomo e ho scoperto un mondo nuovo! 🙂

    Grazie a tutti ancora per i commenti e il supporto!
    Thanks for all you support guys!

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